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Le cose che portano bene
La tradizione vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sé alcune cose.
Una cosa prestata: ad indicare l’affetto delle persone care che rimangono vicine in questo passaggio dal vecchio al nuovo.
Una cosa regalata: a ricordare il bene delle persone care.
Una cosa blu: anticamente il colore blu era il colore che simboleggiava la purezza ed era il colore dell’abito da sposa.
Una cosa vecchia: simboleggia la nuova vita che sta per iniziare ed indica tutti i nuovi traguardi e le novità che porterà con sé.

Il velo nuziale
Ai tempi dei romani i matrimoni erano spesso concordati tra famiglie per motivi politici o di interesse (..e non solo a quei tempi!), senza che i due sposi si incontrassero mai prima del giorno del matrimonio. La sposa si copriva il volto fino alla fine della cerimonia per evitare che lo sposo, scorgendo il suo reale aspetto, interrompesse il rito nuziale.

I confetti
Per tradizione, nell’antichità venivano confezionati in preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo. Per il giorno del matrimonio devono essere rigorosamente di colore bianco e sempre in numero dispari, di solito cinque, per rappresentare le qualità della vita che non devono mancare agli sposi:

  • Salute
  • Fertilità
  • Lunga vita
  • Felicità
  • Ricchezza

La tradizione prevede che la coppia di sposi giri tra i tavoli dopo il taglio della torta. Lo sposo reggerà un vassoio d’argento con i confetti, la sposa li servirà agli invitati con un cucchiaio in argento e sempre in numero dispari.

La dote
Secondo la tradizione, per tutto il primo anno di matrimonio, lo sposo non doveva sostenere spese per l’abbigliamento della moglie e quindi la famiglia di lei forniva gli abiti, biancheria e accessori.

Le bomboniere
La tradizione le vuole classiche realizzate in cristallo, argento, limoges, e soprattutto uguali per tutti perché non esistono parenti e amici meno importanti di altri.

Il riso
Il riso ai tempi dei pagani veniva gettato sugli sposi per simboleggiare una pioggia i fertilità.

 

Il bouquet
Secondo la tradizione il bouquet è l’ultimo omaggio dello sposo per la sposa e chiude il ciclo del fidanzamento. L’usanza vuole che lo sposo lo faccia recapitare al mattino a casa della sposa anche se in realtà è la sposa stessa a sceglierlo in quanto deve armonizzarlo con il suo abito. In alcuni paesi è addirittura la suocera a regalarlo.
Alla fine del ricevimento sarà lanciato a caso tra tutte le ragazze nubili: chi riuscirà ad afferrarlo dovrebbe sposarsi entro un anno. L’usanza di onorare la sposa con i fiori è antichissima e nasce dal mondo arabo. Qui la donna che doveva sposarsi veniva oranata, il giorno delle nozze, con i fiori d’arancio, bianchi e delicati, simbolo di fertilità. L’usanza è nata come augurio per la sposa di avere una prole numerosa. Gli antichi Egizi invece ornavano la sposa di fiori profumati ed erbe odorose per allontanare gli spiriti maligni.

Le fedi
L’usanza di portare la fede all’anulare sinistro risale addirittura all’epoca degli antichi Egizi. Essi credevano infatti di aver individuato una vena che, partendo dall’anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa vena pensavano che corressero i sentimenti.
“Legare” l’anulare significava quindi garantirsi la fedeltà. Per incoronare e sigillare l’unione tra gli sposi, già gli antichi Romani si scambiavano anelli di ferro, per l’antica legge ebraica le fedi avevano ancora più importanza; essi infatti ritenevano che solo lo scambio di questi anelli fosse sufficiente a rendere legale il matrimonio.
Nel Medioevo, quando ancora non era diffuso lo scambio degli anelli, la “fede” era di grande fattura e di pari preziosità e spesso lo sposo inanellava la sposa con tre anelli. In alcune regioni d’Italia è anche chiamata “vera”, termine veneto-slavo che significa fedeltà, e all’interno si è soliti incidere la data del matrimonio ed il nome della sposa in quella di lui ed il nome dello sposo in quella di lei. La tradizione vuole che sia lo sposo a pagarle ed a conservarle fino al momento dello scambio, ma spesso sono i testimoni a regalarle. Saranno poi i paggetti a portarle sull’altare per la benedizione. Le fedi più indossate sono la “francesina” (la classica) oppure la piatta. Chi preferisce qualcosa di meno tradizionale può optare per un modello incrociato a più cerchi, oppure può scegliere la vera con un piccolo diamante o con una serie di diamanti.

Le damigelle della sposa
Gli antichi Egizi credevano che gli spiriti maligni si radunassero il giorno delle nozze nel luogo del matrimonio per rovinare la buona e lieta atmosfera. Per questo motivo le amiche della sposa vestivano con abiti lussuosi e seguivano la sposa per confondere gli spiriti maligni che, non potendo riconoscere la sposa, non potevano augurarle sfortune e nefasti.

La luna di miele
Gli sposini dell’antica Roma erano soliti mangiare del miele per tutta la durata di “una luna” dopo il matrimonio (per riprendere le forze!): da qui l’origine del detto “luna di miele”, ad indicare i primi dolci momenti della vita di coppia.

..ed altro ancora..
La tradizione di sollevare tra le braccia la sposa e solcare la soglia della nuova casa risale all’antica Roma:facevano così per evitare che la sposa inciampasse, presagio infausto, perché significava che le divinità e gli antenati non la volevano accogliere.
La tradizione vuole che gli sposi non si vedano e non si parlino prima della cerimonia nuziale.
Il fiore d’arancio simboleggia purezza e verginità. L atradizione vuole che il fidanzato ne regali un mazzetto, legato con un nastrino bianco, alla futura moglie.
Ai tempi dei cavalieri e delle corti, secondo la tradizione l’uomo rapiva la sua preferita e scappava in groppa al suo cavallo cingendola con il braccio sinistro, mentre con i destro guidava il suo destriero lontano dal villaggio oppure usava il destro per difendere la sua amata impugnando le armi.
In alcuni paesi, per tradizione, la sera precedente al matrimonio lo sposo organizza una serenata sotto la finestra della futura sposa. Lo accompagnano amici e parenti e naturalmente un musicista con il violino, la chitarra o la fisarmonica. A fine serenata un ricco buffet per tutti in segno di ringraziamento viene offerto dai genitori di lei.

Non si deve dormire nella casa coniugale la notte prima delle nozze.
La sposa non deve fare il letto che deve essere preparato da due persone nubili.

 

 
 
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