Se è vero quel che diceva Brillat-Savarin ;“(…)invitare qualcuno significa prendersi cura del suo benessere per tutto il tempo che rimane sotto il nostro tetto”, il banchetto resta la formula che più realizza questa massima, combinando sapientemente l’attenzione per il dettaglio e la cura per i propri ospiti, perché l’ospitalità non è un semplice stare, ma una forma unica di convivialità, una forma di cultura.
Siccome il banchetto è per definizione, placè –ovvero con i posti a sedere assegnati-, è bene porre davanti ad ogni posto il nome del commensale. Il segnaposto, normalmente scritto a amano con inchiostro di china, può anche trasformarsi in un piccolo regalo per l’invitato.
Altra buona usanza è mettere bene in vista lo schema dei placement, in modo tale che ognuno sappia in anticipo dove sistemarsi, evitando inutili disordini d’apertura.
Il menu può essere sistemato all’ingresso della sala, su un leggìo, oppure al centro di ciascun tavolo. Tradizionalmente viene stampato in carattere corsivo inglese, in grigio scuro, nero o seppia, su cartoncini che riprendano la grafica e lo stile adottato per le partecipazioni.
Il cibo deve essere in armonia con l’orchestrazione complessiva che si è scelto di dare alla giornata.
Per i vostri ospiti, ecco alcune proposte e indicazioni di bon ton per un ricevimento di classe, ricco di un’eleganza attenta a tutti i particolari.
Il banchetto: la forma più antica di ospitalità richiede grande cura da riservare ai dettagli, ai tavoli e ai posti a sedere sempre all’insegna dello charme.
Il rinfresco: l’aspetto gastronomico e quello di intrattenimento so devono fondere con una regia attenta ai tempi e al contesto. Il menu deve appagare ma anche sorprendere…
Il cocktail: per divertirsi mangiando, il cocktail resta una scelta obbligata per un ricevimento glamour e di classe che bandisce le seriosità.
E’ la festa dei sensi: gusto, olfatto e vista si incontrano per un’esplosione di sapori e felicità:
il vino e
la torta. Seguite i nostri consigli…